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Aree Tematiche
Abeto


Sorge sul fianco di un colle, a 970 m. di altitudine sul luogo dove, tra il X e XI secolo, venne edificato un castello di impianto triangolare, che costituisce il nucleo più antico di questo insediamento. Il nome del paese deriva, molto probabilmente, dall’abete bianco presente nell’antichità in queste zone. Fino alla metà del XIII secolo, Abeto era uno dei luoghi dipendenti dall’ Abbazia di S. Eutizio.

Abeto venne gravemente danneggiato dal terremoto del 1328, e completamente distrutto da quello del 1703. Gli abitanti di Abeto, e Todiano, emigrarono per molte generazioni verso la Toscana, ove esercitavano prevalentemente la funzione di addetti alla dogana. L’emigrazione, per lo più a carattere stagionale, impegnava gli abitanti durante i mesi invernali, nella tradizionale macellazione della carne suina, ed era a Firenze che loro portavano “il loro mestiere”. I “norcini”, oltre ad essere esperti nella lavorazione delle carni, compivano spesso operazioni di bassa chirurgia sui pazienti, sostituendosi ai medici cerusici. Ad essi si rivolgevano i ceti più poveri che non potevano affrontare le spese di un intervento ad opera di un medico specializzato. Dal punto di vista naturalistico, l’area è ricca di reperti fossili, che testimoniano la presenza dell’uomo della preistoria.

Il Paese si contraddistingue dalle altre frazioni, per la presenza di numerosi palazzi neoclassici che lo rendono unico. All’entrata dell’abitato, in piazza Cesqui, nel 1884 vi è stata eretta una bella fontana, con tre figure zoomorfe, che conferisce al paese un tono elegante e signorile.

Nell’abitato si trova la chiesa parrocchiale dedicata al Santo più popolare dell’alto medioevo: San Martino. La chiesa, fondata nel X secolo, conserva al suo interno una tempera su tavola del pittore Neri di Bicci, fiorentino del sec XV; nell’opera è rappresentata la Vergine collocata al centro con un coro di angeli che lascia cadere la neve sul collo Esquilino, il 5 di agosto. Nella chiesa di Santa Maria si conservava fino a qualche tempo fa un pregevole frammento di polittico, di scuola toscana del ‘400, raffigurante una Madonna con Bambino, alla quale la popolazione è molto devota. Entrambe le opere sono oggi custodite nel Museo Diocesano di Spoleto.



 
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