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Scuola Chirurgica


Attorno al X secolo nell’Abbazia di Sant’Eutizio, come in tutti i maggiori centri benedettini, esisteva una ricchissima biblioteca dove tra i numerosi testi religiosi e scientifici erano presenti trattati di medicina, del resto la stessa regola benedettina prevedeva che i monaci si prodigassero nella cura degli infermi; nel capitolo 36 della Regola, infatti, si cita espressamente: “infirmorum cura omnia adhibenda est”.

In tutti i monasteri esistevano dei particolari ripostigli (armarium pigmentariorum) dove venivano conservate piante medicinali. Certamente nella nostra abbazia la pratica della medicina doveva essere discretamente sviluppata, favorita dal fatto che nella zona era presente, come lo è tutt’ora, una grande varietà di piante officinali ed alcune sorgenti di acque curative di eccezionale efficacia. A confermare la nostra tesi va detto che da un documento dell’epoca nel 1089 risulta che nell’Abbazia vi morì un monaco “medicus”.

La tesi più plausibile per cui la chirurgia fino ad allora praticata in prevalenza dai religiosi, passò ad essere esercitata dagli abitanti della vicina Preci e di località circostanti, é da attribuire alle decisioni prese dal concilio Lateranense del 1215. Venne stabilito, infatti, che i monaci non avrebbero più dovuto adoperarsi in pratiche strettamente chirurgiche pur potendo continuare la coltivazione e la raccolta di erbe medicinali.

Consapevoli che l’arte chirurgica è inscindibile da una norma etica e da un impegno altamente umanitario, i religiosi di Sant’Eutizio istruirono gli abitanti del luogo affinché le genti continuassero a trarre sollievo da queste pratiche. Gli abitanti di Preci, già espertissimi come del resto lo sono ancora oggi, nella mattazione dei suini, appresero nell’abbazia l’arte chirurgica senza troppe difficoltà. Questi medici, chiamati “empirici”, perché non avevano frequentato università, nel volgere di alcuni decenni, perfezionando in modo sorprendente le tecniche operatorie, grazie anche all’ausilio di nuovi strumenti da loro stessi inventati e perfezionati, divennero espertissimi e la loro fama ben presto varcò i confini della nostra penisola. Non sono rari, infatti, documenti dell’epoca dove vengono citati questi chirurghi con il nome di “preciani” dato che il territorio di Preci faceva parte dei possedimenti del Comune di Norcia.

I “preciani” pur essendo in possesso di una buona cultura medica generale, erano specializzati quasi esclusivamente in tre particolari tipi di intervento, quali la rimozione delle cataratte, l’ernia inguinale e la litotomia, ovvero la rimozione dei calcoli vescicali, dove risultavano veramente insuperabili, tant’è che nel XVI secolo la percentuale di riuscita in questo intervento era per i medici preciani, sorprendentemente del 90%. I primi chirurghi diedero origine, nel solo territorio di Preci a circa trenta vere e proprie dinastie di medici.

Il secolo XVI fu certamente il periodo d’oro per i chirurghi preciani. La loro presenza era ambita dagli ospedali delle più importanti città italiane, e richiestissimi da diverse corti Europee. Il secolo XVI fu certamente il periodo d’oro per i chirurghi preciani. La loro presenza era ambita dagli ospedali delle più importanti città italiane, e richiestissimi da diverse corti Europee. Alcuni di essi diedero alla stampa interessanti trattati di medicina, tra i molti nomi ci sembra doveroso citarne alcuni: Durante Scacchi , nato a Preci nel 1540, capostipite della grande “scuola” dei dottori di Preci, punto fermo per tutti i preciani empirici e non, con scritti di buon livello, come il famoso Subsidium Medicinae, ai quali attinsero o si uniformarono non solo i medici di terra umbra; il fratello, Cesare Scacchi, la cui fama raggiunse la corte inglese tanto da essere chiamato per liberare dalle cataratte la regina Elisabetta I Tudor;Orazio Cattani, che fino al 1620 era stato nella lontana Costantinopoli al servizio del Sultano;Diomede Amici che nel 1696 assunse la carica di primo chirurgo a Venezia e dove lasciò anche due trattati di medicina; Girolamo Bacchettoni al quale nel 1726 venne affidata la cattedra di oculistica dell’università di Innsbruck; Caterino Carocci che nel 1696 era presso la corte del sovrano austriaco Ferdinando II; Arcangelo Mensurati nella prima metà del XVI secolo venne chiamato al servizio dell’Arciduca d’Austria; infine Alessandro Catani (o Cattani) il più prolifico ed illustre tra i medicipreciani, autore di numerosi scritti di medicina, dal 1744 al servizio presso la Corte di Napoli come medico chirurgo della Real Casa.

L'arte chirurgica preciana si sviluppò a partire dal 1200 nel Castello di Preci , nelle sue frazioni e nella vicina Norcia, per quattro secoli, raggiungendo notevole fama.
Ancora oggi è possibile vedere i ferri della Scuola Chirurgica, presumibilmente appartenenti alla suddetta scuola, presso l'Abbazia di Sant'Eutizio e presso la Sede Municipale.



  • Progetto sulla storia della chirurgia preciana
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    1. Dinastie e uomini illustri
    2. Abbazia di S. Eutizio
    3. Scuola Chirurgica

    L'arte chirurgica preciana si sviluppò a partire dal 1200 nel Castello di Preci , nelle sue frazioni e nella vicina Norcia, per quattro secoli, raggiungendo notevole fama.


    Ancora oggi è possibile vedere i ferri della Scuola Chirurgica, presumibilmente appartenenti alla suddetta scuola, presso l'Abbazia di Sant'Eutizio e presso la Sede Municipale.